C’è un angolo recondito di Twitch dove la coltivazione della terra non ha nulla a che vedere con il pacifico mestiere antico, ma somiglia molto di più a una disciplina acrobatica ad altissimo rischio di morte (aziendale). Se siete convinti che Farming Simulator sia il surrogato digitale della camomilla, significa che non siete mai incappati in una live notturna de La Zappa Storta. Tra piantagioni difese come se fossero l’ultimo avamposto dell’umanità, trattori da trecento cavalli lanciati a velocità curvatura nei fossi e sensazioni interne che farebbero impallidire un dittatore, qui la terra si coltiva a colpi di pura epicità e sfacciata ironia. Perché la prima, fondamentale regola del server è una sola: vietato prendersi sul serio. Oggi entriamo nel sacro capannone della cooperativa agricola più scassata e gloriosa del web per cantare le lodi del poker d’assi che cavalca i mostri d’acciaio. Al vertice di questo impero di pixel sorge lui: La Zappa Storta. Non è un semplice streamer, è il latifondista totale, l’uomo che sussurra alle mietitrebbie e poi le incastra sotto un ponte. Con la stessa solennità di un generale romano prima di invadere la Gallia, pianifica raccolti apocalittici e acquista macchinari dal valore pari al PIL di una piccola nazione, per poi trasformare la burocrazia dei contratti terzisti in una commedia da prima serata. La sua dote divina? Far sembrare una fienagione notturna un film di Michael Bay, tra una risata e una minaccia d’esilio per chi tocca i confini dei suoi possedimenti. Se il capo è la divinità che crea caos generandone di nuovo, Macioking82 è l’eroe mitologico inviato sulla terra per rimediare ai disastri di gioco. Colonna portante delle dirette e scudo protettivo del server. Macio è l’anima del gioco di squadra e Luciano il bersaglio preferito deli sfottò generali. Quando il capo decide di sfidare le leggi della gravità caricando trenta balle di fieno su un rimorchio monoposto, sapete già chi arriverà nella notte, a fari spenti, a trainare via il relitto: spoiler Macio. Armato di un’ironia tagliente e di una pazienza che meriterebbe la santità immediata. Mentre il resto della banda lancia cingolati nel fango urlando canzoni di battaglia, nell’ombra si muove Gippo, il guardiano dalla calcolatrice d’oro. Gippo non guarda i campi, lui vede la matrice numerica del gioco. Calcola la resa dei cereali al millesimo, pianifica la catena di montaggio delle fabbriche e trasforma i chicchi di grano in lingotti d’oro con la freddezza di un broker di Wall Street. E’ l’unica barriera rimasta tra la farm e la bancarotta fraudolenta dopo gli acquisti compulsivi di Zappa. Si dice che ogni volta che qualcuno compra un trattore senza un suo permesso scritto, Gippo tolga il saluto ad ognuno di essi. Nel bel mezzo del delirio generale, dove i rimorchi volano per aria a causa dei bug, brilla la luce della perfezione assoluta: lo schermo di Luciano. Lui non gioca a farming Simulator, lui lo dipinge su tela. Armato di sistemi satellitari degni della NASA e di una calma zen impenetrabile, Luciano esegue semine e concimazioni con una precisione geometrica che rasenta il misticismo. E’ il guerriero silenzioso: mentre gli altri creano incidenti diplomatici in chat o discutono su quale marca di camion sia la migliore, Luciano ha già arato tre provincie, da solo, senza sbagliare una singola linea e senza fare una piega. La vera leggenda de La Zappa Storta non risiede nei cavalli vapore dei John Deere, ma nella chimica assolutamente folle di questo quartetto. Tra insulti affettuosi, strategie aziendali destinate al disastro e una totale devozione al divertimento sgangherato, questi ragazzacci hanno dimostrato che si può essere professionisti della simulazione anche redendo di se stessi dal primo all’ultimo minuto di live.