Ci sono penne che non si limitano a tracciare parole ma aprono varchi. Penelope Delle Colonne è una di quelle rare autrici che non raccontano semplicemente storie, ma evocano presenze. Le sue pagine sembrano scritte con una luce scura. Nel panorama italiano, la sua voce è un altare gotico… un luogo dove la morte danza con il desiderio, dove l’amore non è mai innocente, dove ogni frase sembra uscita da una stanza chiusa da troppo tempo.
I suoi libri come due ferite luminose… Vodka&inferno. La morte fidanzata. Il primo volume è un rito. Una Russia immaginata come un teatro di ombre, famiglie che custodiscono segreti come reliquie, amori che non chiedono permesso. Qui Penelope forgia la sua estetica, un gotico moderno, febbrile, intriso di bellezza e rovina. Vodka&inferno. Baciami, Giuda. E’ una discesa più profonda. Qui l’oscurità non è solo atmosfera, ma diventa carne, scelta, destino… E’ un romanzo che si attraversa in punta di piedi. Quando lo si chiude, qualcosa rimane, come un profumo che non appartiene al mondo dei vivi.
Penelope non scrive per intrattenere. Scrive per evocare. Scrive per chi ama le parole che non si limitano a dire, ma a ferire dolcemente. Nelle sue pagine convivono il romanticismo che sfida la ragione. Il decadentismo che trasforma la ferita in estetica. la sensualità mentale di Anais Nin. La ferocia di Isabella Santacroce. Le ombre gotiche di Bram Stoker. la malinconia russa che Dostoevskij ha scolpito nel mondo… La sua scrittura è una creatura che si muove, che cambia pelle, che pretende di essere sentita con il cuore, non solo letta.
In un tempo in cui molte storie sembrano fatte per non disturbare, Penelope sceglie l’opposto. Scrive per inquietare, sedurre, per ricordare che la letteratura può essere un abisso bellissimo. finalmente una lanterna accesa nel gotico contemporaneo. Chi legge i suoi libri è assetato di verità.
Nel mio blog la sua voce trova il luogo che merita. Un altare, un corridoio di ombre, un posto dove la letteratura non ha bisogno di essere gentile per essere vera. Penelope scrive mondi e chi li attraversa non torna mai indietro uguale.