Mi sono sedimentata nelle parti di me che nessuno attraversa. Ho lasciato che il rumore dei giorni facesse crosta, un groviglio di scuse e distrazioni per chi si ferma alla prima stanza. Nessuno spinge la mano oltre la forma delle cose. Sotto questo vuoto che continua ad accumularsi, resta intatta la parte di me che vale il viaggio. Il solo posto in cui sono vera. Tutti a comprare l’apparenza con sguardi di fretta, accontentati dal guscio, dalla risposta comoda prima che la voce si spezzi. Cercano formule veloci, vetrine pulite, scambi di cortesia per non rischiare il contagio. Consumano la superficie delle persone come se fosse merce con la data di scadenza, terrorizzati da quello che non si può spiegare in tre parole, da tutto ciò che chiede di fermarsi e restare. Nessuno che porti una torcia fino in fondo, nessuno che abbia il coraggio di scavare… E allora che restino fuori a guardare la porta senza trovare la chiave. Non sono mai stata un luogo per tutti, sono un sentiero stretto, un passo da fare a piedi scalzi, riservato solo a chi sa togliersi le scarpe prima di entrare.
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Infatti, tu non sei per tutti.
Devono meritarti.
grazie di cuore.